Ancora…è successo ancora!

Un’altra triste notizia, la più triste possibile, ha segnato questo inizio settimana: un collega della Compagnia di Perugia si è tolto la vita.

Fiumi di parole sono stati spesi per cercare di inquadrare un fenomeno la cui recrudescenza, in questo anno, ha portato alla fine prematura dell’esistenza di troppi colleghi.

Lungi dall’avere l’arroganza di formulare più o meno articolate analisi sociologiche, abbiamo semplicemente la certa percezione che gli strumenti attualmente a disposizione sono fallaci o, quantomeno, sottodimensionati rispetto alla portata della problematica e che lo stato delle cose deve mutare.

I servizi di cui potrebbero usufruire i militari sono per lo più inutilizzati, per comprensibili paure di chi vive il disagio e rischia di non essere tutelato qualora lo espliciti, ricorrendo, per l’appunto, all’aiuto di un professionista. E la loro funzione dopo” appare più come una sorta di atto presenzialista, piuttosto che, come dovrebbe essere, di aiuto concreto.

Ma ora non è il momento di recriminare: adesso ci limitiamo ad esprimere la nostra vicinanza a tutta la famiglia ed a condividere il suo dolore.