Comunicato ai militari e a tutti quelli che, pur avendo paura, per dovere verso la nazione ed il popolo italiano sono schierati in prima linea per difenderci da questo silente sconosciuto. 

Buongiorno a tutti. Mai come in questo periodo ci sentiamo vicini a chi, direttamente o indirettamente, è coinvolto in questa battaglia contro questo sconosciuto, invisibile e silente omicida. Grazie per i tantissimi messaggi che, tramite il propositivo lavoro dei referenti territoriali, ci sono pervenuti e nei quali si manifestava un unanime quesito: “quali sono state e quali saranno le richieste dell’USIF alla superiore gerarchia?”

Per chiarezza comunicativa si comunica che, avremmo potuto sollecitare per iscritto l’applicazione di misure urgenti o straordinarie d’igiene per la prevenzione ed il contenimento di questa tanto temuta epidemia (ma queste tematiche e le tutele da adottare sono già allo studio e all’attenzione dello Stato Maggiore al quale ci rivolgiamo affinché sostenga i colleghi impiegati fornendo loro disposizioni chiare e i DPI necessari per affrontare in sicurezza questa pandemia).

Ma noi siamo diversi.

Noi andiamo oltre, noi siamo già in prima linea, noi seguiamo direttamente l’evolversi di questo stato di crisi, noi portiamo direttamente le problematiche sui tavoli di lavoro, noi siamo sempre al vostro servizio.

Essere militari comporta dei doveri inderogabili:

  • non potersi tirare indietro, neanche di fronte a questioni di vita o di morte;
  • operare nella consapevolezza che il popolo italiano conta su di noi;
  • lavorare in condizioni precarie per il bene di chi rappresentiamo e di chi vede nelle Forze dell’Ordine la struttura portante del nostro Paese.

Cavalcando l’onda mediatica avremmo potuto scrivere e richiedere di: bloccare le attività nei Reparti d’istruzione, bloccare le attività non operative non esterne (117, C.C.T, O.P., …), lasciare a casa i militari non impegnati nelle attività obbligatorie di servizio, sospendere gli obiettivi fissati dai Piani Operativi…

ma non l’abbiamo fatto e non lo faremo.

Ringraziamo tutti voi, tutti noi, per quello che costantemente facciamo e delle cure che usiamo verso la popolazione che ne ha bisogno.

Ed è nell’ottica di una quanto più razionale gestione di questo rischio che ci invitiamo ad osservare tutte le raccomandazioni fornite dagli organi competenti: ci sono momenti in cui si deve far fronte comune, ed allo stato delle cose ogni singolo individuo può dare il suo apporto attenendosi a quanto diramato. Se non per noi stessi, abbiamo il dovere di farlo per quella parte della popolazione che è più a rischio, per motivi pregressi di salute.

Ora dobbiamo essere uniti contro un nemico invisibile, ma verrà anche il tempo delle richieste…e noi, come ci siamo oggi, ci saremo anche allora!   Verrà anche il tempo delle richieste, e noi saremo in prima linea, così come lo siamo oggi contro questo nemico invisibile!  

Roma, 09/03/2020