Vorremmo fare chiarezza su una questione che ci sta a cuore, in quanto vede “coinvolto” un Reparto della Guardia di Finanza.

Riguarda la redazione di un verbale di accertamento e contestazione di illecito amministrativo in violazione all’art. 1, co. 1, lett. a del DPCM 10 aprile 2020, che testualmente recita:

“””sono consentiti solo gli spostamenti  motivati  da  comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità ovvero per motivi di salute e, in ogni caso, è fatto divieto a tutte le  persone  fisiche di trasferirsi  o  spostarsi,  con  mezzi  di  trasporto  pubblici  o privati, in un comune diverso rispetto a quello in cui attualmente si trovano, salvo che per comprovate esigenze lavorative,  di  assoluta urgenza ovvero per motivi  di  salute  e  resta  anche  vietato  ogni spostamento verso abitazioni diverse da quella principale comprese le seconde case utilizzate per vacanza;”””” .

Gli autolavaggi sono tra le attività che, rientrando tra quelle elencate nell’allegato 1 del DPCM del 22 marzo 2020, con codice ATECO 45.20.9 “Autolavaggio e altre attività di manutenzione” o 45.20.91 “Lavaggio auto” non hanno mai avuto l’obbligo di chiusura.

Assodato che gli autolavaggi non hanno mai avuto l’obbligo di chiusura, rimane il seguente interrogativo:

“”Dato che il semplice lavaggio dell’auto non rientra tra le comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità, chi può allora recarsi presso gli autolavaggi?

L’articolo su quanto accaduto, uscito su:

www.latina24ore.it/latina/158632/latina-multa-400-euro-autolavaggio/

riporta che la parte verbalizzata ha, al giornalista, testualmente dichiarato:

“””Sono uscita solo 4 volte per fare la spesa. E anche oggi che sono uscita fare la spesa passando vicino all’autolavaggio ho chiesto all’addetto se si poteva pulire la macchina. Lui mi ha risposto di sì, l’autolavaggio era aperto”””.

Lo stesso articolo prosegue riportando la considerazione, contenuta in una lettera aperta indirizzata al Governo dalle associazioni dei lavaggisti italiani, la Assolavaggisti e la Federlavaggi, che “gli autolavaggi svolgono una funzione importante anche perché spesso vengono usati per la pulizia dei mezzi di trasporto pubblici”.

Continuando nella lettura dell’articolo, secondo l’associazione Assolavaggisti: “””L’attività di lavaggio auto è stata considerata dal legislatore essenziale perché ritenuta necessaria ad assicurare l’igienizzazione dei veicoli con cui le persone si spostano per comprovate esigenze lavorative, per motivi di salute o per situazioni di necessità. Il nostro servizio quindi è disponibile per chiunque usi il veicolo per i predetti motivi ed ha l’esigenza di igienizzare le superfici esterne e interne, anche per limitare il rischio di contrazione dell’infezione.”””

Ciò che non si evince dall’articolo, che in realtà si limita a riportare l’accaduto, tranne che per il titolo (che può prestarsi ad interpretazioni diametralmente opposte) e per la foto allegata (dalla quale si evince il Reparto operante, e che potrebbe anche qui avere chiavi di lettura differenti), è la conclusione.

La forniamo, in tutta serenità, noi: così come NON sono stati redatti verbali nei confronti delle persone che erano impegnate nella medesima attività ed hanno fornito una motivazione valida (così come richiesto dalla norma in vigore), è stato redatto un verbale nei confronti di chi tale motivazione non l’ha fornita.

A titolo esemplificativo: andare a lavare l’auto dopo essere stati sottoposti a regime di quarantena (dimostrabile) non è vietato poiché si potrebbe considerare come una necessità, specie se l’auto viene usata anche altri familiari.

Rassicuriamo pertanto chi ha voluto ravvisare un’azione vessatoria in quanto descritto nell’articolo: non c’è stata.

Roma, 30 aprile 2020