E’ DOVUTO AL PROGRESSIVO AUMENTO DELL’INQUINAMENTO DELL’ECOSISTEMA. NEI CASI PIU’ GRAVI SI UTILIZZA LA TERAPIA CHELANTE, NEGLI ALTRI SAREBBE SUFFICIENTE SEGUIRE UN’ALIMENTAZIONE SANA A BASE DI VERDURA CRUDA E FRUTTA DI STAGIONE

Negli ultimi decenni l’aumento delle attività industriali e lo sfruttamento incontrollato delle risorse naturali hanno portato ad un incremento dell’inquinamento terrestre. Questa proliferazione dei contaminanti chimici ambientali ha intossicato anche l’uomo, rendendo il suo sistema immunitario più debole.

I metalli pesanti più conosciuti sono il mercurio, l’alluminio, il piombo e il cadmio. La loro caratteristica è quella di accumularsi nell’organismo e di riuscire a bloccare l’attività di molti complessi enzimatici con conseguente danno metabolico ed energetico.

L’intero nostro ecosistema è inquinato da questi elementi. Se ne riscontrano tracce in animali, piante, sottosuolo, aria e persino nell’acqua. Alcuni metalli pesanti o i derivati del petrolio vengono comunemente impiegati nell’industria cosmetica e del benessere. Non solo. Li troviamo anche nei farmaci, nei tessuti, nelle pentole, praticamente ovunque. Un consiglio: prestare attenzione massima anche agli oggetti di uso comune, soprattutto se provenienti dalla Cina.

I nostri organi emuntori, a cui è designato il delicato compito di liberare il corpo dai cataboliti (tossine), cioè degli “scarti” cellulari e metabolici, hanno difficoltà nell’eliminare sia le tossine endogene, provenienti dalle nostre cellule, che quelle esogene, provenienti dall’esterno come coloranti, additivi, conservanti e soprattutto metalli pesanti.

Le strutture dove particelle di metalli pesanti tendono ad accumularsi maggiormente e permanere anche per diversi anni sono fegato, reni, sistema nervoso, polmoni, ecc. Inoltre possono spingersi all’interno della cellula e alterare il DNA, molecola importantissima per il corretto funzionamento dell’organismo e soprattutto perché contiene il nostro patrimonio genetico.

Nell’organismo i metalli pesanti distruggono i legami molecolari con la neoformazione radicali liberi e conseguente stress ossidativo. E’ ormai riconosciuto dalla comunità scientifica che l’insorgenza o l’aggravamento di molte patologie come diabete, ipercolesterolemia, artrosi, osteoporosi, aterosclerosi, cancro, alzheimer ed invecchiamento precoce, hanno come denominatore comune i “radicali liberi”. Inoltre essendo i metalli pesanti dei nemici subdoli, in quanto non manifestano gli effetti della loro tossicità immediatamente, ma lentamente giorno dopo giorno, l’interessamento della classe medica si è focalizzata sull’argomento solo negli ultimi anni. Ma come possiamo difenderci da questo avvelenamento lento, silente ma inevitabile? Per rimuovere i metalli pesanti dal nostro corpo, in diversi Paesi, come Stati Uniti, Svizzera e Germania, si utilizza la terapia chelante, che si avvale di una sostanza chimica in grado di rimuovere i metalli velenosi. In casi di particolare gravità, bisogna ricorrere ad una terapia aggressiva, ma nella maggior parte dei casi sarebbe opportuno intervenire migliorando lo stile di vita, prediligendo un’alimentazione basata su un maggior consumo di verdura cruda e frutta di stagione a quantità moderata. Questo comporterebbe un significativo introito di molecole ad azione antiossidante, quali polifenoli, le vitamine A, E e C, minerali e oligoelementi.

CONSIGLI UTILI

Lo scienziato tedesco Otto Heinrich Warburg, premio Nobel per la Medicina, affermava che “La mancanza di ossigeno e l’acidità sono due facce della stessa medaglia. Se una persona ha uno, ha anche l’altro”.

Era il 1931 ed ancora oggi, a partire dalle sue parole, possiamo affermare che l’impoverimento e l’indebolimento del nostro organismo sono il risultato dell’accumulo di sostanze “velenose”, quali appunto i metalli pesanti e le scorie acide derivanti da un’alimentazione squilibrata.

Quindi per evitare l’insorgenza di patologie da intossicazione occorrerebbe agire preventivamente, aumentando il consumo di cibi alcalini, come i vegetali, frutta fresca, noci e legumi (possibilmente provenienti da coltivazione biologica) ed evitare l’eccesso di prodotti acidificanti come, carne, cereali, latte e derivati, sale, alcool, sigarette, ecc.

Inoltre è possibile assumere degli integratori naturali, veri regolatori metabolici, come: la chlorella, alga con proprietà disintossicanti; la curcuma, pianta con proprietà purificanti e anti-infiammatorie; la spirulina, una delle alghe più note e complete dal punto di vista nutrizionale e salutistico globale. Ma soprattutto per tamponare l’acidosi, assumere integratori che contengano magnesio, potassio e calcio.(art. pubblicato sulla rivista “il Finanziere”)