Guida all’educazione Motoria Consapevole  

Chi lavora nel mondo sportivo conosce la preoccupazione più grande di un genitore: sapere qual è l’attività motoria più completa e adatta per i propri figli.

Per rispondere a questa domanda, bisogna innanzitutto capire che ogni sport sviluppa determinate caratteristiche a discapito di altre e che, dunque, non ne esiste uno completo in assoluto.

Per diverso tempo si è pensato al nuoto come disciplina più completa per lo sviluppo delle capacità motorie del bambino, ma in realtà non essendoci gravità mancano i presupposti per migliorare abilità utili nella vita quotidiana, come correre, saltare e le varie forme di coordinazione motoria necessarie per l’equilibrio.

Quindi anche il nuoto è utile per certi versi, come migliorare l’acquaticità, lo sviluppo cardio-polmonare, ecc., ma meno per altri. Il gioco e la sana competizione sono alcuni dei fattori che emotivamente coinvolgono maggiormente il bambino, utili ambedue per formare la propria percezione corporea e aumentare l’autostima.

Per i bambini di età compresa tra i cinque e otto anni, l’attività motoria dovrebbe avere un fine ludico-formativo” e reggersi su tre fattori fondamentali:  

  • fattore ludico, il miglior canale per l’apprendimento cognitivo e motorio;  
  • fattore psicologico-sociale: identificazione del proprio corpo anche in relazione all’ambiente e ai compagni;  
  • apprendimendo delle capacità motorie di base: camminare, correre, lanciare, saltare, rotolare, strisciare, arrampicarsi, ecc..  

La crescita è un processo dinamico e asimmetrico, dove l’aumento della statura non è necessariamente accompagnata da adeguata forza muscolare.

E’ nell’età compresa dagli otto ai tredici anni circa, che bisogna privilegiare attività coordinative complesse, come collegare e coordinare tra loro singoli movimenti contemporaneamente o in rapida successione. Questa fase  è fondamentale per la costruzione della destrezza motoria utile in seguito per in tutte le discipline sportive.

Le capacità motorie che si dividono in condizionali e coordinative sono molto diverse tra loro e durante la crescita conoscono periodi ottimali di lavoro. Le capacità condizionali, ad esempio, che si distinguono in Forza, Resistenza e Velocità, sono l’espressione metabolica/endocrina dei diversi sistemi energetici. Le stesse, andrebbero rinforzate progressivamente rispettando l’età e il livello di preparazione fisica del bambino, ma comunque diventa  fondamentale svilupparle dai 12/13 anni in poi.

Le capacità coordinative, composte da equilibrio, ritmo, orientamento, reazione, ecc., vanno promosse prima della fase puberale e serviranno per ampliare il patrimonio dei movimenti del bambino. Quindi prima dell’età adolescenziale, è consigliato variare il più possibile gli stimoli allenanti, anche cambiando sport. Ebbene, prima di far intraprendere l’attività motoria ai nostri figli, confrontiamoci con uno specialista del settore e valutiamo con attenzione le necessità del nostro bambino. Inoltre, per evitare inutili rischi alla salute,  sarebbe consigliata un’iniziale valutazione morfo-posturale e cardiologica per l’idoneità sportiva,  eseguita da specialisti del settore.

(art. pubblicato sulla rivista “il Finanziere”)