Sciopero?

La manifestazione che si terrà il 7 p.v. si svolgerà nel pieno rispetto della legge. Probabilmente il titolo usato nell’articolo de il Tempo rientra nella dialettica giornalistica legittima e volutamente provocatoria. Stiano tutti  tranquilli: non si tratta di alcuno sciopero. Siamo soliti, nella vita così come nel nostro mestiere, giocare con le regole dettate, ragion per la quale non contravverremo ad alcuna legge. Oggi così come in passato e così come in futuro. Si tratta non di sciopero (a noi espressamente vietato), ma di una manifestazione tesa a sottolineare, a tutte quelle persone che, pur avendo il compito di valutare ed esprimersi nel merito, sono risultate eufemisticamente disattente. Manifestiamo affinché tutti possano prendere coscienza di quanto sia presente e quale portata abbia il malcontento che imperversa nel mondo militare. Non tanto per le promesse disattese, che hanno portato alla formulazione di una legge spacciata come una grande vittoria derivante da compromessi forzati, ma per la realtà che esprime in sé il testo. Vogliamo avere la possibilità di essere considerati a tutti gli effetti cittadini italiani, ed avere i medesimi diritti di questi, così come sancito dalla Costituzione. E, molto semplicemente, questa manifestazione è la prima espressione verso la conquista dei nostri diritti. Senza clamore e nel totale rispetto delle regole, ma con la ferma determinazione a continuare nel percorso di rivendicazione, fino a quando non otterremo ciò che è stato sancito.

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