L’effetto boomerang del cortisolo.
 

Il Cortisolo è conosciuto anche come l’ormone dello stress. Infatti, prodotto dalle ghiandole surrenali, la sua secrezione aumenta nelle condizioni di affaticamento psico-fisico. Ed è considerato il nemico numero uno da tanti sportivi perché tra i suoi molteplici effetti annovera anche il catabolismo proteico, ossia la perdita di massa muscolare.

In realtà, la sua funzione principale sarebbe quella di “salvavita”; aumentando velocemente il livello degli zuccheri nel sangue ci porta ad essere più attenti, reattivi e forti.

Una reazione maturata nel corso dei millenni, durante il processo evolutivo quando i pericoli da affrontare erano molti e frequenti. Grazie alla secrezione di adrenalina, noradrenalina e cortisolo, la nostra meravigliosa “macchina biologica” ha imparato, nelle situazioni di emergenza, a farci essere sempre vigili e pronti all’azione immediata: attaccare o scappare. Ma si tratta, evidentemente, di condizioni che non possono durare a lungo. Le principali risposte organiche stimolate da quest’ormone, infatti, sono:

·        aumento repentino degli zuccheri nel sangue

·        aumento della pressione arteriosa

·        azione antinfiammatoria del sistema immunitario

·        diminuzione della sensazione di dolore ed ansia

·        maggior attenzione/concentrazione

·        accelerazione del metabolismo e miglioramento della reattività

Uno stile di vita scorretto e reiterato nel tempo ne aumenta la secrezione in maniera incontrollata, facendo divenire questa straordinaria capacità organica il più subdolo nemico per la nostra salute.

Quando lo stress quotidiano, sia fisico che psicologico, diventa cronico l’ipersecrezione di cortisolo non viene più bilanciata, creando conseguenze negative sull’organismo.

Quindi, attenzione all’effetto “boomerang” che può avere questo ormone, in quanto la natura ci ha strutturati a produrlo all’esigenza e per  un periodo limitato di tempo.

Il rilascio del Cortisolo nel corpo segue un andamento circadiano fisiologico, con un picco massimo al mattino, dalle 5 alle 9, ed uno minimo intorno alle 21.30. Mantenere a lungo elevati livelli di cortisolo porta, invece, conseguenze negative.

Il sistema più influenzato è quello immunitario, in quanto l’eccesso di questo ormone nel sangue diminuisce le difese organiche, favorendo l’azione di batteri e virus patogeni. Non a caso, infatti, patologie tipo l’herpes si ripresentano più frequentemente durante periodi di particolare stress.

Altri effetti collaterali, da non sottovalutare per la nostra salute, sono l’attivazione di insulino-resistenza, che potrebbe sfociare in diabete, l’aumento di grasso addominale, con predisponente rischio di incorrere in patologie cardiovascolari, una diminuzione della funzione tiroidea ed una predisposizione all’osteoporosi a causa della perdita di massa minerale ossea. Inoltre, persistenti ed alti livelli di cortisolo inducono stanchezza cronica, con ripercussioni negative sulla qualità del sonno, sulla capacità mnemonica e sulle facoltà cognitive.

Ed allora cosa fare per mantenere giusti livelli di cortisolo?

Possiamo fare molto per evitarne l’accumulo e facilitare il ritorno all’equilibrio psico-fisico. Il primo passo è iniziare a capire ed analizzare quali situazioni ci turbano di più. Spesso, senza renderci conto, ci preoccupiamo eccessivamente per questioni banali, viviamo sensi di colpa ingiustificati, rimuginiamo su fatti già accaduti dove non possiamo più intervenire. E poi occorre mantenere sempre il corpo ben idratato, introdurre piccole accortezze alimentari e praticare un’attività fisica moderata e costante. Tutto questo consente al corpo di mantenere un sano equilibrio ormonale e reagire al meglio agli eventi stressogeni ed ai ritmi elevati cui la vita moderna ci espone.

CONSIGLI UTILI

Oltre allo stress psicologico, anche l’alimentazione e la pratica sportiva male gestita possono influenzare negativamente la produzione di cortisolo.

COSA FARE

1.   bere almeno 2 litri di acqua al giorno

2.   mangiare carboidrati e proteine dopo un allenamento intenso

3.   evitare alcool

4.   assumere frutta durante gli spuntini e verdura durante i pasti

5.   mangiare poco e spesso, per evitare ipoglicemia

6.   ridurre le bevande che contengono grandi quantità di caffeina

7.   nello sport, rispettare i tempi di recupero (che aumentano con l’avanzare dell’età)

8.   regolare l’intensità dell’attività motoria in base alle proprie capacità fisiche

9.   dormire almeno 8 ore al giorno

COSA NON FARE

1.   regimi dietetici iperproteici che aumentano il cortisolo e, conseguentemente, diminuiscono la capacità di ossidare i grassi

2.   l’eccesso di carboidrati ad alto indice glicemico, perché portano ad aumentare la produzione di insulina creando ipoglicemia reattiva e conseguente iper-produzione di cortisolo

3.   diete eccessivamente restrittive a livello calorico, per lo stesso motivo anzidetto

4.   allenamenti prolungati nel tempo (massimo 1 ora) a meno che il fisico non sia già stato progressivamente abituato a sforzi di questo tipo

5.   sport nelle ore troppo calde

(art. pubblicato sulla rivista “il Finanziere”)