faccio riferimento all’articolo pubblicato in data 13 ottobre 2020, dal titolo “La sindacalizzazione scomposta del mondo militare”, a firma del generale Tricarico.

Prendo atto che, purtroppo, nel “Belpaese” esiste una innata propensione ad esprimere politiche conservatrici, propensione che determina, inevitabilmente, una “aporia della democratizzazione”. A ben vedere non sembra sfuggita a questo inesorabile destino nemmeno la proposta di legge sulla sindacalizzazione dei militari, confezionata in Commissione Difesa ed approvata a larga maggioranza dalla Camera dei Deputati, la quale ha accolto in pieno le istanze antiriformatrici di quei gruppi di pressione contrari alla sindacalizzazione e alla modernizzazione degli apparati militari. Il testo risente di una vetusta logica di separazione dei militari dalla società civile e dal mondo del lavoro, già aspramente criticata negli anni Settanta quando si discuteva della democratizzazione della Polizia di Stato.

Dispiace molto constatare che i lavori parlamentari per questa deludente (così come attualmente formulata) legge sindacale, non sono riusciti a garantire seriamente ai lavoratori delle Forze Armate la costituzione di libere associazioni sindacali. Queste vengono epurate dai diritti costituzionali riconosciuti agli altri cittadini, vengono dotate di scarso potere contrattuale e sono sottoposte al controllo governativo rendendole, in tal modo, incapaci sia di tutelare gli interessi della categoria sia di contribuire all’efficienza dell’organizzazione.

La manifestazione del 7 ottobre u.s., posta in essere alla luce dei diritti garantiti dalla Carta Costituzionale e nel rispetto delle regole vigenti, ha avuto solo lo scopo di sollecitare una legge regolamentatrice dell’attività sindacale, a più di due anni dalla storica sentenza n.120/2018 della Corte Costituzionale, senza entrare nel merito, come invece pubblicato, delle materie concernenti l’ordinamento, l’addestramento, le operazioni, il settore logistico operativo, il rapporto gerarchico funzionale e l’impiego del personale.

Giova rilevare, inoltre, che uno degli “pseudo sindacati” che rappresento ha circa 5000 iscritti in attesa di una legge che sia espressione dei principi contenuti nel dettato Costituzionale e nella Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo.

Il Segretario Generale Nazionale – Vincenzo Piscozzo

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