E’ l’ennesima riproposizione di una rappresentazione vista oramai migliaia di volte.

Il teatro è sempre il medesimo, così come la scenografia. Mar Mediterraneo, costa di una magnifica isola imbruttita solo dalla sofferenza che si respira, quasi tangibile, per le vie della città e nel centro di accoglienza in cui le parole “capienza massima” sembrano essere utilizzate unicamente per dimostrare come la regola possa essere eccepita.

L’eccezione alla regola dovrebbe essere unica, per essere tale. Quando l’eccezione si replica costantemente, in questo caso si ha solo un’attestazione su un livello più alto dei sacrifici da dover sopportare.

E, visti i recenti accadimenti, si potrebbe anche aggiungere “di maggiore insicurezza”.

Quanto sopra non vuole essere né un atto di accusa né di insofferenza: è solo la trasposizione in parole della realtà, quella che si trovano a dover vivere sia gli abitanti dell’isola sia tutte le Forze di Polizia impegnate quotidianamente sul fronte dell’immigrazione. Ed è in questo contesto che lavorano anche i nostri Finanzieri, senza sprecare fiato in sterili polemiche.

Già, perché a loro il fiato serve per qualcosa di più utile, di più nobile, in qualcosa che va al di là di quanto scritto in un foglio di servizio. E’ di martedì sera la notizia del buon operato dei nostri colleghi che, attivati in seguito ad una segnalazione di natante in difficoltà, si recavano nella parte orientale dell’isola, in località Cala Pisana, dove un gommone che aveva il tubolare di galleggiamento squarciato era oramai inclinato, imbarcando acqua. Un centinaio di persone: un numero la cui rilevanza assume connotazioni differenti a seconda della situazione.

Poche per un’adesione ad un concordato, tantissime se queste persone, tra cui tante donne e bambini, privi di giubbotti o salvagenti, sono da portare in salvo sulla banchina, tirandole su di peso” una per una. Perché questo è quanto hanno fatto ieri i nostri Colleghi. Grazie… a nome di tutti noi ed auguri ai due Colleghi che, per salvare queste persone, sono rimasti feriti.   Un’ultima cosa, ci sembrava giusto condividere quanto scritto da un Collega:

“Al momento i Finanzieri di Lampedusa vivono momenti difficili, ma continuano con ossequioso silenzio a fare il loro dovere.”

Il Segretario Generale Nazionale dell’USIF

Vincenzo Piscozzo